Il rigore della VARgogna

Si può anche dire che la sconfitta contro il Venezia sia stata meritata. Quando subisci quattro gol contro l’ultima in classifica, qualcosa che non ha funzionato deve sicuramente esserci stato: atteggiamento troppo passivo, amnesie difensive non indifferenti, e un tempo di gioco regalato agli avversari.

Ma è chiaro ed evidente che quanto accaduto sul punteggio di 2-3 ha del surreale e, francamente, dell’inspiegabile. Minuto 75′: palla in possesso di Aramu nell’area di rigore rossoblù, il 10 del Venezia tenta un dribbling su Medel e stramazza al suolo. Marinelli concede il penalty, che, visto in diretta, poteva anche starci. Quando partono i replay però non ci sono grossi dubbi: Medel tocca nettamente prima il pallone, poi sfiora il piede di Aramu, il quale tra l’altro cade a terra un secondo e mezzo dopo. Insomma, per tutti è chiaro che il rigore verrà revocato. Tutti, tranne Marinelli.

Chiariamo: l’errore dell’arbitro ci può stare. Hai una frazione di secondo per decidere, lì per lì vedi un contatto falloso e concedi un calcio di rigore. Il Var è nato proprio per questo però: permettere al direttore di gara di dire “ok, ho sbagliato decisione, torno sui miei passi”. Ed è esattamente quello che accade in questo caso. Maggioni richiama Marinelli al monitor, consapevole che l’errore sul fischio è piuttosto grossolano, e le immagini che vengono mostrate al direttore di gara non lasciano spazio a troppe interpretazioni: il tocco di Medel sul pallone è evidente, il rigore non c’è. Marinelli guarda le immagini un paio di volte (ne bastava mezza per capire che il penalty andava revocato), torna in campo mimando con le mani il segnale del Var e indica il dischetto: rigore confermato.

Probabilmente il Bologna sarebbe stato rimontato e avrebbe perso comunque, impossibile saperlo senza averne la controprova, ma non si può nascondere che quell’episodio abbia chiaramente indirizzato la gara verso un binario opposto a quello su cui stava correndo fino a quel momento. In questo caso, però, il Var è quasi esente da colpe: Maggioni fa tutto quello che deve fare, ovvero richiama Marinelli al monitor e gli dice “collega, guarda bene le immagini che secondo me (e secondo tutti) questo non è rigore”. Ed è lo stesso Marinelli che commette l’errore madornale: conferma un penalty inesistente che già aveva fischiato, quindi doppio disastro tanto per intenderci.

Anche per questo motivo è impossibile paragonare quanto accaduto a Venezia con quello che si è visto la settimana precedente in Spezia-Lazio, cosa che invece alcuni hanno fatto: in quel caso il Var doveva segnalare a Pairetto che il gol del 3-4 di Acerbi era irregolare perché viziato da evidente fuorigioco, cosa che non ha fatto falsando evidentemente il risultato finale della gara; in questo caso l’errore è solo e soltanto del direttore di gara in campo, che dopo aver visto i propri occhi illuminarsi davanti allo schermo ha deciso di confermare una decisione assurda. La questione ora è: se Pairetto per quanto accaduto al Picco è stato fermato fino al termine della stagione, per Marinelli lo stop sarà eterno visto che ha erroneamente confermato un fischio già di per sè errato?

A. T.

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