Mihajlovic: “Mai avuto dubbi sulla salvezza. Dieci anni fa fui esonerato ingiustamente”

Sulle pagine del Corriere dello Sport, l’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic ha analizzato a 360 gradi la sua avventura a Bologna. Queste le sue parole riportate da Tmw:

DIECI ANNI FA – “Ho accettato di allenare nuovamente il Bologna, nonostante la situazione di classifica in cui si trovava, per più di un motivo. Il mio esonero di dieci anni fa era ancora una ferita aperta, ritenendolo ingiusto e voluto da persone che erano fuori dal Bologna. Io ero sicuro che quel Bologna l’avrei salvato e lo dissi anche a Francesca Menarini, che mi aveva assicurato che sarei rimasto al mio posto fin quando lei era presidente. Parlai con società e tifosi, mi presi le mie responsabilità ma ero tranquillo di potercela fare. Qualche giorno dopo però il direttore generale Pier Giovanni Ricci mi chiamò per comunicarmi l’esonero, al seguito del quale Francesca mi fece avere una lettera strappalacrime a cui risposi con altrettanta emozione. Solo a fine campionato Ricci mi spiegò che il mio esonero era stato voluto da una persona amica del padre del presidente (Renzo Menarini e la persona in questione era Moggi, ndr). Nelle settimane successive Papadopulo mi chiamò una prima, una seconda e una terza volta prima delle partite, fino a quando non fui io a dirgli che era più giusto che non mi chiamasse più“.

CONTATTI CON INZAGHI – “Quando il Bologna cominciò a contattarmi questo inverno avevo una mezza parola col Valencia, ma alla chiamata di Claudio Fenucci dopo la partita persa con il Frosinone risposi che sarei stato disponibile a incontrarlo. Quella era la prima telefonata personale con Fenucci, tanto che quando in precedenza scrivevano di contatti tra me e la società avevo chiamato Inzaghi, che è mio amico, per informarlo che nessuno del Bologna mi aveva contattato. Pippo mi chiese anche cosa pensavo di quel Bologna. Poi, dopo la telefonata con Fenucci richiamai Pippo ma non mi rispose, forse perché aveva appena capito la decisione della società. Ho accettato questo incarico soprattutto perché quando tutti ritengono che una missione sia impossibile, io mi ci butto dentro a capofitto, mi sono sempre piaciute le sfide difficili. Quando sono arrivato ho parlato chiaro con i giocatori: dovevamo riportare la gente allo stadio e dalla nostra parte. La vittoria di Milano ha aiutato soprattutto la squadra a capire che con un diverso approccio si poteva giocare con chiunque. Da lì abbiamo aumentato mano a mano aggressività e intensità su ogni pallone: abbiamo incontrato il Genoa troppo presto, ci avessimo giocato 3-4 settimane dopo lo avremmo sicuramente battuto“.

SALVEZZA – “Dopo la partita con la Roma ho ricevuto complimenti da Kolarov e De Rossi che mi chiedevano come avevo fatto a trasformare così la squadra, ma io mi diverto solo quando vinco. Non ho mai avuto paura, neanche un giorno, di non potercela fare, di non arrivare alla salvezza. Se anche avessimo perso con la Lazio avremmo fatto il punto decisivo con il Napoli, perchè questo è un Bologna che non molla mai. A cui non ha regalato niente nessuno. Anche il fatto di giocare lunedì non ci ha aiutato: le altre vincevano sempre e ci mettevano grande pressione e se non vincevano correvamo il rischio di essere demotivati. Per questo ci allenavamo sempre in contemporanea con le partite delle rivali. In questi tre mesi e mezzo abbiamo preparato una bella torta: ora manca la ciliegina, che sarebbe i tre punti con il Napoli per agguantare il decimo posto. Sarà molto difficile ma ci tengo e deve volerlo fortemente anche alla squadra: non solo per rimanere nella storia di questa società ma in quella del calcio italiano, perchè non ho memoria di una squadra che, con un piede e trequarti in serie B a fine gennaio, si sia poi salvata arrivando al decimo posto in classifica“.

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  1. Sinisa Mihajlovich sindaco

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